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Napoli
l'hanno fatta nera. Più nera dell'asfalto delle sue vie sgangherate,
sotto le quali, si sa, questa città è tutta buchi.
Più nera di un gatto nero che (povera bestia
) se ti
attraversa la strada, qua dicono che porta male. Più nera
del caffè nero, quello forte, intenso e bollente, che ti
scotta la lingua e ti gorgoglia nello stomaco e ti devasta le viscere,
ma ti risveglia i neuroni. Cchiù nnera d'a mezanotte, che
quando arriva manco te ne accorgi, e ci sei già dentro, fino
al collo.
E quale luogo più adatto di Napoli, la culla di Partenope,
questa valle degli inferi che placa nelle acque del golfo la sua
sete di morte e di vita, per ambientare un'antologia di racconti
noir?
Kairòs, casa editrice che da sempre fa della napoletanità
in tutte le sue sfaccettature il dato connotante delle sue pubblicazioni,
ha deciso di farlo, affidandosi alla compagnia di scrittura Homo
Scrivens e a Gennaro Chierchia, giovane scrittore e creatore della
palestra web per autori in erba (il sito gcwriter.com), che si è
occupato della cura del volume.
Tra le pagine scorrono storie di sangue e passione: quella di un
amante disperato che si è messo in testa di portare la donna
che ama, una prostituta, da mammarella sua; la strana morte di Ciro
e la misteriosa scomparsa del suo corpo tra le Vele di Scampia;
un dialogo in forma teatrale, in un basso dei Quartieri Spagnoli,
tra due donne che curiosano nella vita privata di don Anselmo "'o
pazzo"; l'amore insensato di Giada per il suo Salvatore, amico
immaginario; il sesso violento e travolgente, quello che fa paura
e arma la mano di folli assassini.
C'è tutto questo in San Gennoir, viaggio tra le vene di una
Napoli dall'anima nera. Pardon, noir
Gianluca
Calvino
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