Librincircolo

Associazione di cultural management



Dalla vita di un fauno
di Arno Schmidt
Lavieri
Pag. 144
€ 15,00

 

Confesso che non è per nulla facile, quando si è abituati a recensire libri del proprio tempo, trovarsi improvvisamente tra le mani un testo diverso, un testo che trasuda quell'importanza, quei barlumi di verità, per così dire, di ciò che è stato già sottoposto alla prova della storia. Un libro che fin dalle prime pagine mostra chiaramente la sua grandezza e quella del suo autore. E non possiamo altro dunque che essere grati a Lavieri per averci restituito un classico di tale levatura, un autore cui a torto non viene riconosciuto in Italia, a livello editoriale, un posto tra i massimi rappresentanti della letteratura tedesca. La prosa di Arno Schmidt, in cui avviene la fusione finale tra Illuminismo ed Espressionismo, è una prosa che letteralmente "esplode", frantumandosi in fotogrammi di memoria. Nell'ambito della ricerca formale di Arno Schmidt, Dalla vita di un fauno si iscrive nella tipologia dell'"esistenza a mosaico". Si libera dalla scrittura il fiume in piena del pensiero e della percezione umana, fuso in un tutt'uno che, per la sua forma, si avvicina più alla meccanica del pensiero che a quella del discorso verbale.
A sottolineare ulteriormente la grandezza anche umana dell'autore, una trama che non è certo un pretesto per una scrittura già di per sé densa. È la storia, ricca di richiami autobiografici, di un uomo pensante, un essere logico e razionale, di vasta cultura, che si trova suo malgrado a vivere in un tempo che l'autore ha conosciuto bene, i duri anni tedeschi dal 1939 al 1944. Il protagonista ha una famiglia, dei vicini, dei colleghi di lavoro e un superiore totalmente inquadrati nel regime, ma trova uno spazio di libertà nella scoperta di un rifugio nel bosco, una capanna utilizzata un secolo prima da un disertore francese datosi alla macchia. E di questa libertà fa parte anche la sua giovane amante, che incarna la passione più istintiva. Il romanzo non finisce però per essere un libro sentimentale o passionale, perché la libertà dei sentimenti e delle passioni si inquadra nel concetto globale di libertà dell'individuo, un concetto che, nell'epoca dei totalitarismi, appariva quanto mai lontano.
Schmidt trascorse tutta la sua vita a cercare il proprio spazio di libertà, il proprio aureo isolamento che, tenendo lontana qualunque interferenza del mondo esterno, gli consentisse la totale dedizione alla scrittura. E proprio questa estrema dedizione, se minò irrimediabilmente la sua salute, a noi rese in cambio il valore inestimabile della sua testimonianza e della sua arte.

Marco Doti

 

 

 




 

 

 

 



 

 



 

 







 

 

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