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Romeo
e Giulietta. Montecchi e Capuleti.
Due famiglie che si odiano e fanno scorrere il sangue appena si
incrociano per le strade di Verona.
Verona, appunto. Una città e un balcone, il più famoso
della storia della letteratura di ogni tempo.
Un amore impossibile, irrealizzabile, pericoloso, fatale.
Una storia raccontata dal più grande autore tragico di sempre,
e che nei secoli è stata amata, letta, studiata, rielaborata,
rivisitata, riproposta, celebrata. E resa immortale.
Ma qualcosa mancava.
La vicenda dei due amanti veronesi aveva ancora il limite
della parola poetica, che suona sublime tra le labbra dei personaggi
ideati da Shakespeare e tra quelle degli attori che tante volte
ne hanno preso le sembianze, ma che non sempre può trovare
accoglimento e comprensione da parte di chi non ha sviluppato unadeguata
dimestichezza col registro della versificazione.
Davide Orsini, regista teatrale, realizza così una versione
in prosa della celeberrima pièce shakespeariana, lavorando
sulla lingua originale e sulla sua traduzione italiana fino a rendere
il testo fruibile a tutti.
Lopera riesce nel delicato compito di trovare il giusto equilibrio
prosastico senza mai cedere alle tentazioni del prosaico. La lingua
scelta dallautore, infatti, pur se piegata alle esigenze dichiarate
della fruibilità (il sottotitolo del libro recita appunto
adattato in prosa e per tutti), mantiene la levigatezza
lessicale che non può essere elusa nellapproccio a
un testo così prezioso come il Romeo and Juliet.
Unoperazione culturalmente interessante, quella di Orsini,
condotta con zelo e con il doveroso rispetto testuale. Un modo nuovo
di rivivere la più affascinante e crudele tra le storie damore.
Gianluca
Calvino
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