CREDITS


Rapsodia su un solo tema
Claudio Morandini
Manni
Pagg. 268
€ 18,00

La musica come Leitmotiv di esistenze diverse, di amori che – in fondo – hanno un po' la stessa faccia, non importa quante rughe la solchino. La musica come causa prima e causa ultima; motore, acceleratore e freno.
1996. Il compositore statunitense Ethan Prescott si avventura nella fredda Russia, per incontrare il venerando maestro Rafail Dvoinikov. Motivo della sua partenza è il sogno di dar vita ad un saggio monumentale sulla vita e le opere dell'artista sovietico, quasi sconosciuto agli aspiranti musicisti americani.
Rapsodia su un solo tema - che allude ad una delle più rappresentative partiture del vecchio Dvoinikov - oscilla fra pagine di diario, stralci di conversazioni, appunti personali, scritti settecenteschi, biografie di altri autori. Questa varietà di generi si coniuga con la varietà della trama, che intreccia motivi differenti: al di sotto dei dialoghi fra il giovane compositore e il grande maestro - che, nella loro ricchezza contenutistica, spaziano dalla vita di Dvoinikov al panorama musicale sovietico degli anni '50, fortemente influenzato dalle pressioni del regime staliniano – trovano posto finestre personalissime della vita di Ethan Prescott.
Un romanzo non-romanzo scritto come una suonata per pianoforte, da un compositore esperto.
Un testo che, nonostante i numerosi tecnicismi musicali, si lascia scorrere e saggiare in tutte le sue note, quasi come se una costante melodia - ora dolce, ora più aspra - cullasse la lettura.
Un gioco di scatole cinesi, con storie di storie dentro altre storie che, alla fine, ci lasciano il senso di una attesa irrisolta.

“Le parole hanno una loro concretezza, se messe assieme possono provocare danni, disastri, o almeno equivoci. Le note, invece, non fanno che astrarre, e per la maggior parte delle persone sono come una lingua melodiosa e incomprensibile parlata da un piccolo gruppo di turisti alle nostre spalle: ne godiamo le sillabe, intuiamo la struttura, sospettiamo una grammatica, ma non ne capiamo il senso.”

Anna Ragosta