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Camporosso:
il poliziotto perdente, il fannullone raccomandato che non ha voglia
di andare avanti. Forse non ne ha proprio le capacità.
Un poliziotto che non può "risolvere", che si trascinerà,
così, senza badargli tanto, l'ennesima inchiesta.
C'è giusto un caso per lui: l'incendio di un centro sociale
nel quale un ragazzo ha perso la vita e che ha lasciato la sua fidanzata
a lottare in un letto d'ospedale per salvarsi da terribili ustioni.
Caporosso è l'uomo sbagliato quindi, per questo caso, è
proprio l'uomo giusto.
Ma le cose non vanno sempre come ce le aspettiamo e Cristiano Caporosso
questa volta ha deciso di risolvere.
Un noir giovane questo Milano è un'arma. Giovane nella storia,
nell'ambientazione, nella presentazione dei personaggi.
Personaggi che sembrano surreali, ma che sono profondamente veri:
tra tutti esce fuori con forza il Gatto, rissoso fannullone, pieno
di sofferenza e d'odio, ma pervicace e privo di qualsiasi qualunquismo
nei confronti della realtà.
Giovane è anche nel linguaggio. Una scrittura lineare, semplice,
immediata.
Dialoghi piuttosto realistici, perfettamente integrati nella storia,
nel contesto e nell'ambientazione di una Milano che si vede e si
riconosce davvero.
Un lavoro interessante quello dell'esordiente Francesco Gallone
(vincitore al premio Belgioioso come miglior noir pubblicato da
un piccolo editore), un libro che si legge con piacere. Un noir
accattivante. Ma anche una storia che indaga la società,
gli uomini che la vivono e le sue contraddizioni.
Una lettura che si può consigliare.
Alessandra
Troiano
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