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Il Portogallo è un'isola
Miranda Miranda
Confine edizioni
Euro 11 euro
Pagg.85


Ah, la penisola iberica! Il sole, il ritmo latino, il calore della gente. È così nell'immaginario collettivo, vero? Così appassionata, intensa nei colori e nei profumi, nella storia e nella cultura, che è davvero difficile restare indifferenti al suo fascino.
Eppure Il Portogallo è un'isola, scrive Miranda Miranda.
Quella 'costola' complementare che, assieme alla Spagna, costituisce il più vasto mondo della penisola iberica, è in realtà un'entità autonoma, nonostante la geografia, la storia e certe altre assonanze culturali sembrino suggerire.

Racconta di un viaggio, Miranda Miranda. O meglio, le suggestioni di un'esperienza culturale e sentimentale vissuta da due amiche in terra portoghese. Ma non solo. L'autrice, infatti, con la curiosità che è propria dell'animo errante, indaga le similitudini e i conflitti tra l'amato Portogallo e la nativa Parthenope, non privandosi neppure del piacere di riflessioni linguistiche e culturali sottili.
Guida sentimentale, recita una parte del sottotitolo. Perché sono molti i momenti di introflessione vissuti dall'autrice. Molte le postille su un amore ormai lontano, non solo geograficamente; numerose le riflessioni sull'immaterialità dell'esistenza, sugli aspetti emozionali che nascono dalla contemplazione e dall'esperienza del quotidiano. Forte, pertanto, la ricerca di un trait d'union tra le varie facce dell'esistenza umana, attraversata da un costante velo di malinconia.

Allora, più che un racconto, Il Portogallo è un'isola si pone a metà strada tra gli accenti intimistici della scrittura diaristica e la minuzia descrittiva - forse anche troppo - di una guida di viaggio, portando il lettore alla scoperta dei tesori dell'estremo Ovest Europeo, indagati attraverso gli occhi innamorati della scrittrice. Innamorata di quella terra. Innamorata della vita. E dell'amore.

Certo, un libro non adatto a tutti. Almeno, non adatto a chi con la filosofia e l'indugio descrittivo va poco d'accordo. Eppure, troverà favorevole il parere di coloro che amano perdersi negli abissi dell'introflessione, scorrendo pagine che come miniature riccamente decorate investigano ogni particolare del reale.

'Bisogna annullarsi nel viaggio: annullare ogni abitudine, ogni pensiero precedente, ogni pregiudizio, e consuetudini mentali e, al loro posto, mettere curiosità, innocenza, voglia di conoscere.'

Anna Ragosta