CREDITS

Borderlife
Marco Innocenti
Avagliano
€ 13

‘L’alcool era il collante delle nostre vite. Non facevamo nient’altro che bere e rimanere sobri perché entrambi non ci eravamo mai ubriacati in vita nostra. Una cosa che potrebbe sembrare deprimente alla maggior parte degli abitanti di questo pianeta’.

La vita non ha ovunque la stessa faccia. Sa stendersi liscia, senza grinze; o piegarsi, accartocciarsi, collassare su stessa. Ognuno la vive alla propria maniera, più o meno dentro le righe. Chi più, chi meno.
Ci si prova, a seguire certe linee preconfezionate da stampanti sociali a getto rapido d’inchiostro; indicatori monocromatici di aut aut imperdonabili. Si sta attenti a piacersi, ma soprattutto a piacere; a guadagnare abbastanza per pagare l’affitto, la rata dell’auto, certe tendenze viziose. Ci si impegna, il più delle volte, per non superarle quelle linee. Ma basta poco per sconfinare. Per farsi piombare addosso la condanna all’invisibilità. Il confino entro le ombre buie di ponti e panchine, sotto gli occhi distratti della gente.
Lavoro precario, inettitudine e una manciata di passività: Michele è un borderlife. Un acrobata che va di tacco-punta-tacco-punta sui margini sottili dell’esistenza. A piè leggerlo, sborda ora di qua ora di là fra le due facce della vita. Fra l’esserci davvero e l’accorgersi che il proprio dipinto sociale era solo un trompe-l’oeil ben fatto. Privilegiato dalla sua quasi condanna all’estromissione, ha la rara possibilità di avere gli occhi per guardare gli ‘invisibili’. I veri ‘invisibili’. Quelli che non esistono più, perché hanno superato il confine.
Una prosa scattante, spesso ironica. Un lessico che sa prendere a schiaffi in tutta la sua schiettezza. Questo è Borderlife di Marco Innocenti. Non una banale analisi dei disagi sociali, ma il punto di vista altro di chi vive ad un passo dalla rovina. Il racconto senza violini di un equilibrista.

Anna Ragosta