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Bukowski - Raffaele de Simone

. Posted in L'occhio del lettore

 

Le coperte erano scivolate via e io guardai quella schiena bianca, le scapole appuntite sembravano lì lì per trasformarsi in ali.

C. Bukowski

 

Raffaele De Simone è laureato in Scienze della Comunicazione, si definisce un appassionato di lettura, abbastanza da farne una ragione di vita. Amante di quasi tutti i generi, preferisce il fantasy e l'avventura, con qualche spolverata di classici e thriller.

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BookMob - dicembre 2013

. Posted in BookMob - Scambiamoci un libro!

Piazza San Domenico Maggiore, Napoli.

20 dicembre 2013, ore 17.
 

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Unforgettable

. Posted in Recensioni - cinema

 
Il panorama delle serie TV non è facile. Due fattori incidono in modo particolare sulla loro sopravvivenza: gradimento del pubblico e – soprattutto - gli introiti che ne derivano.
Tra le serie tv che sopravvivono, di sicuro c'è Unforgettable. Come fruitore di serie TV sono sconcertato, e allo stesso tempo contento che riesca ancora a cavarsela, in particolar modo in un mercato difficile come quello dei telefilm.
Dopo una prima stagione insipida, qualcuno è riuscito a strappare la possibilità di realizzarne una seconda; ma a tutti, persino a quei pochi fan, è sembrato da subito un tentativo e null'altro. 
Eppure oggi si parla di un rinnovo alla terza...
Volendolo catalogare, Unforgettable è un crime abbastanza sempliciotto, a tratti banale, ma che chissà come sfugge al baratro della cancellazione. 
Peraltro è figlio dei creatori dei ben più fortunati The Walking Dead e Senza Traccia.
Ciò che tiene attaccata la spina a Unforgettable è senza alcun dubbio l'inusuale trama: la serie TV è tutta incentrata sulla memoria, i ricordi, i segnali che tornano a galla da un oscuro dimenticatoio, il tutto accentuato da una buona quantità di suspense poliziesca.
La protagonista è la bellissima rossa Carrie Wells (impersonata da Poppy Montgomery), che torna a vestire i panni della poliziotta dopo un periodo difficile. Carrie ha un dono eccezionale, soprattutto per un agente: ricorda tutto, ogni piccolo dettaglio, ogni particolare, ogni volto. È il bello è che non c'entra la magia, anzi: Carrie soffre della patologia conosciuta come ipertimesia (anche se rarissima, esiste e negli USA ci sono 6 casi noti, di cui uno collabora proprio nella produzione degli episodi).
Con il suo "potere", ogni crimine ha le ore contate. Con un agente a cui non sfugge nulla, sbagliare è impossibile.
La location della serie è altrettanto ordinaria: New York. Nella prima serie, però, la Grande Mela viene raffigurata soprattutto come un miscuglio di vicoli pieni di pozzanghere, con scale di emergenza attaccate ai palazzi, con il classico fumo che esce dai tombini. Una New York vecchio stile, con poca o quasi nessuna attinenza all'immaginario odierno.
Nella seconda stagione, invece, il salto di qualità e il rinnovo della serie portano la protagonista, insieme all'agente Al Burns (inutile omettere un rapporto che va oltre il fatto di essere solo dei colleghi), a bazzicare ai piani alti di Manhattan, finendo col far parte della fittizia, ma esclusiva, squadra speciale creata ad hoc dall'ufficio del Sindaco.
Tuttavia, anche con il rinnovo, Unforgettable resta un crime di poche emozioni, ma ben sparpagliate. Aspetto positivo è senza alcun dubbio il modo in cui viene rappresentato il potere di Carrie: l'agente ritorna con la mente al passato e ai momenti che la memoria le fa rivivere, ricollocandosi all'interno per poterli vedere come la prima volta. 
L'idea è originale e funziona, soprattutto in uno show ambientato alla sagra del flashback.
Che continui a farla franca, o che si concluda tra non molto, di certo Unforgettable resterà una di quelle serie... indimenticabili.
 
Raffaele De Simone
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Salinas

. Posted in L'occhio del lettore

I cieli sono uguali
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra 
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare 
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

 

Pedro Salinas

 

 

 

Savio Coppola, 27 anni, studente di Lettere e “contadino” delle emozioni semplici ma vere. Amante della fotografia e della lettura, marciatore della prima ora, cerca nel continuo contatto con il mondo e con l’altro la chiave per svelare il proprio Io, traendo così spunti fondamentali per scrivere la sua storia di vita.

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Arrigoni e il caso di Piazzale Loreto (Milano, 1952)

. Posted in Recensioni - libri

 
Dario Crapanzano
Fratelli Frilli Editori
169 pp.
€ 9,90
 
 
 
Sulla falsariga del precedente giallo del medesimo autore ("Il delitto di via Brera"), il commissario Mario Arrigoni stavolta si trova a fare i conti con la morte di una giovane e attraente fanciulla. Accantonata ben presto la pista del suicidio, per il protagonista si aprono le porte di un labirinto intricato e contorto di alibi e deboli moventi. 
Un delitto complicato ritratto nei mille volti che ruotano attorno alla vita della ragazza: una sorella gemella, con un carattere diametralmente opposto; una sfilza di cattive conoscenze, soprattutto nel giro dei frequentatori del bar gestito dalle sorelle; infine uno scorcio dell'alta borghesia milanese, che sembra starci sempre bene.
Un puzzle complicato quello che si rovescia sul tavolo di Arrigoni, che non troppo tardi dovrà fare i conti con l'idea di gettare la spugna e subire la batosta, ancor più amara dopo una carriera costellata di successi.
Tuttavia per il Maigret della Madonnina ci sarà anche un pizzico di fortuna, ovvero quella di avere degli ottimi collaboratori ad aiutarlo a risolvere il caso.
In un viaggio nella miseria e l'avidità dei primi anni '50, Crapanzano ci porta a visitare la Milano di tanti anni fa, quella di gente che cammina a piedi, o con i tram, di partitelle a scopa nei bar, di panini al salame e bicchieri di Barbera. 
Senza farci mancare tante altre storie di un'Italia che non c'è più.
 
Raffaele De Simone
 

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