Librincircolo - Home

Stampa

Sento la neve cadere

. Posted in Recensioni - libri

 

 

 

Domenico Infante

Scrittura e Scritture

Pag. 128

€ 11,50

 

 

 

Salvati e Diotallevi.

Due famiglie, la Sicilia degli anni ’20, l’Italia prefascista.

Questo lo scenario che ospita la vicenda narrata magistralmente da Domenico Infante, che dalla dimensione del racconto, con cui aveva esordito, si lancia nell’ardua sfida letteraria del romanzo.

E lo fa portandoci dentro il cuore e le viscere di una realtà in cui amicizia, amore, famiglia, diventano solo parole spazzate via dal vento della storia. Quella con la S maiuscola.

I Salvati e i Diotallevi si ritrovano ai due lati diversi della barricata, quando l’Italia diventa terra di conquista dello straniero, quando la popolazione è allo sbando nonché alla mercé del destino e delle volontà altrui, quando c’è da scegliere se stare da una parte – quella giusta – o dall’altra – quella oggettivamente sbagliata. 

Gli antichi amici fanno scelte contrapposte, che scatenano un circolo vizioso di tragedie a catena, in cui la morte e la violenza saranno le livelle in grado di riportare, nel finale, tutto al proprio posto. E allora sì, che i vecchi della famiglia potranno piangere assieme sulle disgrazie passate; passate sì, ma assolutamente indelebili nel cuore e nella memoria. 

Un romanzo incisivo e crudele, che trascina con sé il lettore in un’altalena di sentimenti contrapposti, senza cedere però alla tentazione dell’happy end; il racconto di Infante non vuol nascondere nulla di ciò che fu l’infamia della guerra civile, né della meschinità delle piccole vendette che segnarono col sangue quell’epoca, senza dubbio tra le più atroci della nostra storia.

 

Gianluca Calvino

Stampa

Il capitale umano

. Posted in Recensioni - cinema

 

di Carlo Virzì, con Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Giufuni, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio

 

 

 

Una storia può essere raccontata a partire da un punto qualsiasi.
Che sia l'inizio, il centro, la fine, l'attimo prima della parte più importante, l'attimo dopo. Che importanza ha? 

Una storia può essere raccontata, è questo che conta.

In questo modo, un episodio, un fatto, accidentale magari, può diventare l'incipit di una narrazione divisa in capitoli. Quattro, nel caso dell'ultimo film di Virzì. 

Una messa a fuoco su quattro personaggi protagonisti, ma non solo. 

Una messa a fuoco su quattro realtà individuali, ma non solo. 

Una messa a fuoco su quattro sezioni di storia che tutte insieme fanno l'intreccio, quello principale, portante de “Il capitale umano”.

Oggetto indiscusso, il denaro. 

Ma non nella forma volgare di moneta o banconota, quanto nella forma triviale di potere, possibilità, successo. Di trenta-quaranta percento, come si dice alle prime scene. 

E non è tanto questione di percentuali, investimenti, finanziamenti; bensì di vite umane, nel vero senso della parola, implicate, volenti o nolenti, in certi meccanismi di dipendenza, e non solo dal denaro.

Vuoi per necessità, vuoi perché così è stato deciso da qualcuno, ormai.

E allora Dino, dal quale deriva il destino dei suoi due gemelli in arrivo, dipende dalle mosse in borsa di Giovanni, il quale è anche la causa dell'insoddisfazione di sua moglie Carla, che è a sua volta il gancio trainante di un'illusione per Donato. E allo stesso modo si illude Massimiliano, credendo che la storia d'amore con Serena torni a funzionare. Ma Serena dipende da Luca, perché è innamorata, e lui è dipeso già da troppo tempo da suo zio... 

E alla fine, la vittima di tanto malessere è uno sconosciuto, che muore tornando a casa di notte a causa di due auto che sbandano. 

Il messaggio che lancia Virzì all'Italia e alla sua classe politica, c'è poco da aggiungere, è chiaro.

“Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto” dice Carla nel film, rivolgendosi a suo marito e ai suoi colleghi d'affari. E poi, per colpa di qualcuno, a morire sarà uno che non c'entra con tutto il resto, uno che ha solo appena finito di fare il suo dovere di lavoratore.

Una storia, insomma, che viene raccontata quattro volte, ogni volta da capo. 

E ogni volta si allunga, si arricchisce. E ogni volta un personaggio è anche altro, più di quanto è stato già detto. E così una storia ha un solo intreccio ma ha bisogno di più binari, di più strade, di più giri di narrazione per essere spiegata, aperta, distesa tutta e fatta comprendere fino alla fine, fino in fondo.

Un film liberamente ispirato al romanzo omonimo di Stephen Amido, vanta una rosa di attori eccellenti come Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio.

La bravura di Carlo Virzì si traduce nella semplicità con cui tutto scorre sullo schermo senza momenti di buio, nel suo armonioso utilizzo della struttura narrativa circolare del film, nella costante, presente, perenne attenzione che riesce ad ottenere con la sua fruizione.

 

Rita Raimondo

 
Stampa

Uccidi il tuo classico - bando di concorso

. Posted in Uncategorised

Hai mai pensato di prenderti una rivincita con quel classico che hai odiato? Quello che proprio non ti è piaciuto, che ti ha annoiato, che ti ha rubato entusiasmo e tempo prezioso?

Ecco, adesso puoi farlo.
E se lo fai bene, la casa editrice "Homo Scrivens" te lo pubblica!
Non esiste rivincita migliore, ti pare?

Leggi il bando che segue per tutti i dettagli.
Buon divertimento!

 

 

Bando del concorso “Uccidi il tuo Classico”

scadenza 31 luglio 2014

 

 

 

1. PROMOTORE. L’associazione culturale e web magazine Libri In Circolo (http://www.librincircolo.it) istituisce il concorso di scrittura “Uccidi il tuo Classico”.

 

2. IL CONCORSO. “Uccidi il tuo Classico” è un concorso che propone ai partecipanti di “distruggere”, attraverso una breve recensione, un classico della letteratura mondiale che, per qualunque motivo, sia rimasto indigesto e verso il quale ci si voglia prendere una rivincita per tutte le ore in cui si è dovuto “sopportare” la sua lettura.

 

3. PARTECIPANTI. Il concorso è aperto a tutti.

 

4. QUOTA D’ISCRIZIONE. La partecipazione al concorso è GRATUITA. In nessun caso e a nessun titolo verrà richiesto un versamento di denaro ai partecipanti, nell’ambito o al di fuori delle iniziative legate al concorso stesso.

 

5. ELABORATI. Gli Autori potranno partecipare con uno o più elaborati, purché inediti, che non dovranno superare la lunghezza di due cartelle dattiloscritte (circa 3600 battute, spazi inclusi). Pena l'esclusione dal concorso.

 

6. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE. La recensione dovrà essere inviata all’indirizzo e- mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. in formato testo (.txt, .odf, .rtf, .doc). Il nome del file dovrà indicare il titolo dell’opera. Il testo non dovrà in alcun punto recare indicazione del nome dell’autore o altro riferimento che consenta il riconoscimento di quest’ultimo, pena l'esclusione dal concorso. Il nome dell’autore, con i relativi dati anagrafici, dovrà essere indicato solo nel testo della mail, che dovrà avere come oggetto “Uccidi il tuo Classico”.

 

7. SCADENZA. La mail contenente il testo proposto dovrà essere inviata entro e non oltre le ore 24 del giorno 31/07/2014. I testi pervenuti successivamente non potranno essere presi in considerazione.

 

8. VALUTAZIONE. Tutti i lavori saranno sottoposti al giudizio di una giuria nominata dal Promotore del concorso. La giuria determinerà una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica ed umana, in considerazione della qualità dello scritto e della forma espositiva. Il giudizio della giuria sarà inappellabile ed insindacabile. I vincitori saranno informati via mail e attraverso gli strumenti informativi dell'Associazione Librincircolo.

 

9. PREMI. Le recensioni vincitrici saranno pubblicate in un volume antologico edito dalla casa editrice “Homo Scrivens”.

 

10. DIRITTI D’AUTORE. Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, accettano tutti i punti del presente regolamento, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore in caso di pubblicazione. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori, ai quali non verrà richiesto alcun contributo economico.

 

11. PUBBLICITÀ. Il concorso e il suo esito saranno opportunamente pubblicizzati attraverso la stampa e altri media.

 

12. ALTRE NORME. La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal concorso letterario.

 

 

 

 

Napoli, 8 giugno 2014

 

Il Presidente

Gianluca Calvino

 

Stampa

Vasco, parla come canti!

. Posted in C'era una volta... ma anche no!

 

Lunedì pomeriggio, 15.30 circa.  

                                   

Dopo aver seguito i due corsi del mattino e dopo aver consumato un abbondante pasto, decido di mettermi subito sui libri e di portarmi avanti con lo studio: in serata Checco Zalone mi attende al cinema!

Mentre sto valutando il programma d’esame di storia dell’arte medievale, un esame tra quelli “opzionali” che rimpiango già di aver scelto, noto che sul divano qui in camera mia sorella, con tanto di cuffione gigante ultima generazione, stesa beatamente canticchia: “Sei chiara come un’alba, sei fresca come l’aria”.                                                                                                                 

Che sublimi versi, quali parole scelte con accuratezza e parsimonia, quanto estro poetico in poche battute, quanta emozione suscitata in me, giovane studente alle prese con lo studio e con la mente già proiettata alle gag di Zalone. 

Quasi quasi mi vergogno di andare al cinema.

Ma di chi sono? Chi le canta? Chi è questo Petrarca contemporaneo?

Naturalmente lui, il cantautore più famoso d’Italia, il rocker italiano più ribelle e graffiante che ci sia, uno che di certo non le manda a dire: Vasco Rossi. 

Ma come ho fatto a non accorgermene prima? Chi non conosce il più famoso cittadino di Zocca o non ha mai cantato almeno un suo ritornello, magari attorno ad un falò sulla spiaggia con gli amici? Tra autobiografie acclarate e interviste rilasciate durante tutta la sua carriera, ormai del Vasco nazionale si sa tutto. O quasi. 

Mentre infatti cercavo notizie su questo personaggio dalle forti tinte mediatiche, mi son domandato: “Ma com’è nato il mito di Vasco? Come si comportava durante gli anni giovanili? Quali le sue muse ispiratrici? Come rispondeva a parenti, compagni di classe, professori, ai primi amori? Era già così poetico?

Soprattutto gli ultimi interrogativi hanno scatenato in me un terremoto emotivo, mentale, addirittura intestinale, un movimento tellurico insomma che non mi ha dato tregua. Così, per ritrovare un po’ di salute, dapprima ho ingerito un Malox (avrei voluto prendere un po’ di whisky al Roxy bar, ma mia madre me l’ha sconsigliato); poi ho ripreso il pc per cercare altre informazioni. Ed è qui che mi si è aperto un mondo nuovo. Sono sincero: è stato in questo preciso momento che ho chiuso il libro d’arte mentre la curiosità mi ha spinto a fantasticare e a immaginare momenti di vita privata – e non solo - di un giovane come tanti, ma neanche troppo.

 

Ripartiamo dal 1972, ultimo anno all’Istituto Tecnico Commerciale Tanari di Bologna. 

- Allora ragazzi, stiamo per terminare il quadrimestre. Oggi interrogo. Vediamo chi deve recuperare: Sorsetti no, Di Lungo ti chiamo dopo, Rossi, proprio tu vieni alla cattedra.

- Eh già...

- Vasco, per favore, non iniziare con i tuoi soliti giri di parole!

- Na na na, cosa faresti tu al posto mio?

- Ti interrogherei. Allora, parlami del primo conflitto mondiale: scenari e alleanze. 

- Eh già, sembrava la fine del Mondo, ma sono ancora qua!

- Almeno sai dirmi le cause di questo evento?

- Voglio trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha...

- Vascooo, ti metto quattro e la finiamo!

- E va bene così, senza parole.

 

 Nel 1973, mentre litiga con la fidanzata di sempre.

- Amore mio, ma cos’è che non va in me? Ti prego, dimmelo, sii chiaro!

- E ho guardato dentro casa tua e ho capito che era una follia...

- E’ per la mia famiglia vero?

- Sai che cosa penso? Che se non ha un senso domani arriverà...

- Cosa? Ma di che parli? Ma che ci sta succedendo? Prima eravamo così complici.

- Sono lontani quei momenti, quando la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragoleeee...

- Fragole? Mi prendi in giro?

- Forse ma forse sì.

- Ho capito... C’è un’altra nella tua vita vero? Come si chiama?

- Sally cammina per la strada sicura...

- Ecco, allora vai in giro con lei perché tra noi è finita!

 

Nel 1974, dopo una settimana di bronchite acuta, si reca dal medico di famiglia.

- Si metta qui seduto. Si alzi la maglia. Respiri piano...

- Per non far rumore.

- Prego?

- Ti addormenti di sera.

- Ma dice a me?

- Ti risvegli col Sole.

- Ma sta bene?

- E quando guardi con quegli occhi grandi, forse un po’ troppi sinceri, sinceri, si vede quello che pensi...

- Che lei è uno sciocco! Vada via per favore.

 

Nel 1977, all’età di 25 anni, nella sua ultima confessione con un prete.

- Caro Vasco, come stai?

-Ti distingui dal luogo comune.

-Io? Ma sono un prete di Santa Romana Chiesa.

- Forse non lo dici, però lo fai e questo non è onesto.

- Ma cosa? Io sono un uomo integro mio giovanotto!

- Hai ragione, ragione te.

- Ecco, comunque volevo dirti che ora sei grande e devi fare delle scelte.

- Eh, non è mica facile.

- No che non lo è. Ma tu cosa vuoi fare della tua vita?

- Voglio una vita, spericolata, voglio una vita come quelle dei film.

- Ma lo sai che quella è la strada del peccato?

- Buoni o cattivi non è la fine, prima c’è il giusto o sbagliato, da sopportare.

- Sì ma tu lo sai che Dio ti giudicherà un domani?

- Ah! Non ci posso credere.

- Invece dovresti. E comunque la vita è una, non puoi sprecarla! Il tempo passa velocemente e...

- Sai che cosa penso... Domani un altro giorno, arriverà!

 

Tra una scena e l’altra infine, colto da un momento d’estasi profonda, proprio come la Santa Teresa scolpita dal Bernini (e non fa nulla che non c’entra con l’arte medievale, resta pur sempre un capolavoro artistico), seduto alla mia scrivania ho avuto il dono della visione del rocker di Zocca, una scena a metà tra il sacro e il profano: l’uomo, privo del consueto cappellino verde militare, con un microfono in una mano e una cartina nell’altra, mi è venuto incontro avvolto da un’aurea grigio scura che, dall’odore, non doveva essere incenso; dopo averlo scrutato con attenzione, mi sono inginocchiato e, con gli occhi pieni di lacrime a causa dei fumi, gli ho chiesto di parlarmi, di rivelarmi qualcosa. Ma nulla. Ricordo bene che, nella mia visione, ho insistito, perdurato, gridato addirittura affinché mi dicesse qualcosa, che mi consegnasse qualche verità da portare al Mondo, o all’Italia, o a qualche persona da lui prescelta... Magari mia sorella. Ed ecco che, dopo tanto penar, ho visto le sue labbra muoversi e pronunciare: “Eh”!

Ma cosa avrà voluto dire?

Ai posteri l’ardua sentenza!

 

Il Portoghese

Dai spazio
al tuo TALENTO

Partecipa al LibCrowd

Gruppo di Lettura

BookMob

Scambiamoci un libro!

La vetrina

 Party per non tornare

         

Carnevale di Venezia. La notte in cui nessuno è quello che sembra. Quindici voci. Tutti assassini. Tutte vittime.

Social