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LibCrowd - Gruppo di lettura

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A noi di Librincircolo c'è solo una cosa che piace più di leggere: 

leggere in compagnia. 

 

E allora è nato "Librincircolo Crowd": scegliamo un libro, stabiliamo una tabella di marcia per leggerlo insieme... via! 

Si legge, si parla, si scambiano opinioni. 

Mettiamo un Libro In Circolo, appunto!

E voi che titoli ci proponete?

 

Partecipate al Sondaggione:

inserite la vostra proposta di lettura e votate quelle che più vi piacciono.

Il libro più votato sarà scelto per il LibCrowd. 

Inizieremo così la nostra lettura collettiva, stabilendo volta per volta la “tabella di marcia” in modo da leggere al passo con gli altri! 

Durante il LibCrowd ci scambieremo pareri e recensioni, e al termine della lettura partirà un nuovo Sondaggione.

 

Regolamento:

1) puoi invitare chi vuoi nel gruppo di Librincircolo Crowd

2) proponi uno o più libri che non hai mai letto e che stimolano la tua curiosità

3) i tempi di lettura si stabiliscono volta per volta, a seconda del libro scelto e della sua consistenza. Saranno gli amministratori a dettare la “tabella di marcia”

4) puoi aderire al LibCrowd anche a lettura già avviata: saremo lieti di averti tra noi.

5) durante la lettura collettiva, il gruppo può e deve essere utilizzato per scambiarsi opinioni, confrontarsi, recensire e commentare il libro scelto

6) il Librincircolo Crowd è gestito dall’Associazione Culturale Libri In Circolo

7) Obiettivo: condividere letture, scoprirne di nuove, divertirsi e far girare la cultura.

8) non ci sono ulteriori regole

9) che aspetti?

10) partecipa anche tu al LibCrowd!

 

Per info e contatti

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Nostos

. Posted in Recensioni - libri

 

 

 

 

Antonella del Giudice

con illustrazioni di Caterina Marmo

Ad est dell’Equatore

Pag. 96

€ 10,00

 

 

 

 

Un vecchio re, onusto di gloria quanto di fatica, avrebbe il diritto di godersi in pace i suoi ultimi anni. Senza beghe che lo affliggano, senza ombre che offuschino un futuro che dovrebbe preservargli esclusivamente il riposo dei giusti e il rispettoso ricordo dei posteri.

Questo vorrebbe Nestore, decano della guerra di Troia, allorché gli giunge una richiesta di aiuto che non può, non potrebbe mai rifiutarsi di ascoltare. 

Ulisse, fraterno amico, compagno di mille battaglie, è solo, accerchiato, odiato da tutti, nella sua Itaca.

Suo figlio Telemaco, efebico e ambizioso, pretende di occupare il trono dell’isola senza più attendere che il Tempo svolga il suo corso inesorabile e strappi via dalla terra natia il sovrano che le aveva dato lustro. Penelope non incarna più il topos della moglie fedele e devota al suo signore e padrone, nel talamo e nella reggia; ora trama alle spalle di suo marito e parteggia per coloro che vogliono che sia il giovane Telemaco il nuovo re.

E sono in tanti a desiderare la fine dell’idillio tra Ulisse e la sua Itaca. Su tutti, i famigli dei proci sterminati dalla furia vendicatrice del re, al suo ritorno in patria. 

Nestore arriva a Itaca e trova il prode Ulisse spogliato del suo antico vigore e di quell’aura di potere e prestigio che lo aveva reso leggenda viva. Ma nei suoi occhi non è spenta ancora la scintilla che lo condusse a conoscere ciò che non era conoscibile. Sì, Ulisse è ancora colui che voleva superare i confini del mondo perché gli uomini non furono creati, no, per viver come bruti, e ancora è ebbro della voglia di inseguir virtute e conoscenza.

Tutti vogliono che Ulisse vada via. E Ulisse andrà via. Ripartirà, spiegando le vele al vento del Fato, per una destinazione che non conosce e che nemmeno gli interessa. Inviterà il suo vecchio amico Nestore a seguirlo nell’ennesima impresa; ma il re di Pilo non ha più voglia di sfidare la sorte, vuol tornare dai suoi cari, vuol rivedere la sua terra per posarvi le membra, una volta per tutte.

Il romanzo, efficacemente illustrato da Caterina Marmo, non tradisce la cifra stilistica che marca da sempre la scrittura di Antonella del Giudice: il lessico levigato e sempre misurato che, pur nella sua preziosità, sembra ricondurre il lettore nell’atmosfera dei miti e degli eroi cantati da Omero. 

Se il fulcro della vicenda è segnato da due figure maschili preponderanti, quelle di Nestore e Ulisse, tuttavia sono le donne a dominare realmente la scena, a segnare le tracce più indelebili nell’immaginario di chi legge.

Penelope, sposa tradita e inaridita, donna animata non più dal sangue,  ma dal dolore. Il dolore che squarcia l’animo devastato di Antianira, madre privata del suo primogenito dalla crudele mano di Ulisse; il dolore che cova assieme al rancore nel ventre di Melanto, resa schiava dal re d Itaca per aver rivelato il segreto della tela di Penelope.

Il dolore è anche quello dei due vecchi sovrani, inseguiti dall’incubo di un passato che fu di gloria ma anche di orrori, da quel tempo leggendario e vergognoso che li spinge a fuggire lontano da ciò che fu. 

Fuggire verso una meta inconoscibile, rifugiandosi tra le braccia di un mare materno che non smette mai di cullare i miseri sogni dei mortali.

 

Gianluca Calvino

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Party per non tornare

. Posted in Recensioni - libri

 

 

 

 

 

 

 

 

Gruppo 9

Homo Scrivens

Pag. 280

€ 14,00

 

 

Il ritorno di Gruppo Nove è una festa.

Ma non è poi una festa tanto divertente; è un party da cui, come recita il titolo, qualcuno non tornerà. 

Il nuovo romanzo del collettivo pompeiano si rivela una miscela esplosiva e travolgente: 34 mani, una sola storia, una spirale cruenta e grottesca che trascina il lettore dietro le quinte dell’animo umano e mette a nudo gli impulsi più subdoli e meschini, quelli più comuni e gelosamente nascosti.

Le gondole pettinano i canali, è la notte sacrificata agli istinti, inizia il Carnevale di Venezia.

Quindici maschere sfileranno fra le sale sfarzose di Villa Bagliori, attendendo solo il momento migliore per colpire. Quindici maschere, quindici segreti e una sola verità.

Un tripudio di istinto e vendetta si incastra negli ingranaggi arrugginiti di un destino che ride di tutto e di tutti, che si diverte a giocare con le sue marionette ignare e speranzose.

Tutti hanno l’illusoria convinzione che il sangue ripagherà il sangue. Ma alla fine la realtà, in tutta la sua irrazionalità, prorompe come un gioco, uno scherzo, esattamente come la vita, senza senso, morale o salvezza.

“Party per non tornare” è un libro eclettico, la cui originalità è garantita dalla formula della scrittura collettiva che caratterizza Gruppo Nove, l’unico soggetto narrativo che, in Italia, attua appieno l’obiettivo di realizzare costruzioni letterarie capaci di fondere gli elementi eterogenei, che naturalmente scaturiscono dalla pluralità degli stili, in una trama unitaria e sempre fuori dal comune.

 

Giulia Riva

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Io ero l'Africa

. Posted in Recensioni - libri

 

 

 

 

 

 

Roberta Lepri

Avagliano

Pagg. 172

€ 13,00

 

 

Angela è una donna forte. Forte di carattere, forte di cuore, forte di fianchi.

La sua vita è fatta di obblighi domestici, di famiglia, di figli da tirar su nel miglior modo possibile. Tutto cambia, però, nel 1954. Un anno fatale per lei e per la sua storia.

Suo marito, Teo, si è impegnato nell’avventura coloniale. È in Africa. E chiede, anzi ordina, a sua moglie di raggiungerlo. Angela, donna, moglie e madre, non può fare a meno di obbedirgli. E l’Africa diventa la sua nuova terra.

Ma l’Africa non è rassicurante. L’Africa affascina e fa paura, conquista e allontana, unisce e divide. L’Africa cambia le persone. Cambia Teo, uomo autoritario ma buono, che prende un atteggiamento di superiorità, quasi disprezzo, nei confronti di quelli che chiama, genericamente, “i neri”. A cambiare sarà anche Angela, però, che seppellirà il suo passato sotto il caldo della savana, nei vestimenti leggeri che è costretta a indossare quotidianamente, nel buio della stanza che continua a condividere con quell’uomo che non riconosce più.

A cambiarla irreparabilmente, poi, sarà Said. Un guerriero, un uomo prestante quanto silenzioso. Un bronzo vivente che la inquieta e la attrae, e che non si farà scrupolo di possederla, deviando definitivamente il corso dell’esistenza della donna.

L’Africa si tinge di rosso, allora. Il rosso della collera, della gelosia, della passione. E del sangue che Tito, il figlio di Angela e Teo, verserà dopo una folle serata finita tragicamente. Allora l’Africa diventa una gabbia da cui scappare. E scappa, Angela. Scappa con suo figlio, e poi con suo marito, per tornare alla sua vecchia vita e al suo vecchio paese, dove però ormai nulla può tornare come prima.

Attraverso il gioco dell’alternanza dei piani narrativi e la tecnica del flashback, ci vengono raccontate le due anime di Angela e Teo, una coppia che il vento africano disperde negli interminati spazi dell’esistenza. Africa e Italia, anima e corpo, in una vicenda che affascina e sorprende fino alle ultime pagine.

 

Gianluca Calvino

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Punk is undead

. Posted in Recensioni - libri

 
 
80144 edizioni
di P.Baron - E.Carbonetti
Euro 7,00
 
 
 
Di recente, i fumetti a sfondo zombie presenti sul mercato sono tanti, a partire dal fenomeno The Walking Dead, una saga che è anche un capolavoro che Ë anche una serie TV di successo. Per questo motivo, ogni novità che fa capolino in questo angolo di nuvolette e immagini in strisce va analizzato come si deve, nei minimi dettagli.
E' questo il caso di "Punk is Undead", che tuttavia, per molti aspetti, ha una marcia in più. A partire dai disegni, la cui qualità permette a questa graphic novel di brillare nel mucchio, arrivando alla storia narrata, che non è da meno. Perciò, se tutti osannano il nuovo padre dei morti viventi americani, quelli portati dentro la televisione, ovvero quel genio di Robert Kirkman, vuol dire che la coppia Baron-Carbonetti non sono da meno, anzi. Ci vogliono i cosiddetti per narrare una vicenda che vede dei "mostri" come Jim Morrison, Jimmy Hendrix e Jaco Pastorius, diventarlo per davvero, sottoforma appunto di zombie. 
L'originalità è di casa, l'innovazione è palpabile su ogni pagina sfogliata, in pochi fogli si finisce senza rendersene conto dentro un surreale mondo discografico, fatto di gente senza scrupoli, affamata di guadagni e popolarità, indolente al solo pensiero di alzare un dito a favore del nuovo, dei giovani, del futuro. Il fascino di questa graphic novel, poi, sta anche nell'ingrediente aggiunto a questa miscela che sa di polvere da sparo e dinamite: fa la sua bella figura, all'interno della storia, le influenze voodoo che aggiungono quel tocco di magico e soprannaturale in un contesto, come quello di una Los Angeles sporca, cattiva, perversa, che senza finirebbe con l'essere fin troppo verosimile alla realtà di tutti i giorni.
Tirando le somme, cos'è allora questo Punk is Undead? E' un sogno, sì, il sogno di due svogliati discografici, i quali a partire da un gioco innocuo, si ritrovano tra le mani il desiderio di ogni loro collega: avere delle divinità della musica del passato a suonare insieme, il meglio del meglio che gioca nella stessa squadra, un po' come se il Barcellona di oggi giocasse con un tridente formato da Maradona, Pelè e Platini... 
Se poi a tutto questo aggiungiamo un po' di horror vecchio stile, quello degli albori, e lo sommiamo ad un pizzico di porno, allora ecco servito il cocktail preparato da quei matti di Baron e Carbonetti, perchè un po' matti lo si deve essere se si arriva a pensare a qualcosa del genere, persino nella decisione di rendere il loro prodotto appetibile per la tecnologia: Punk is Undead è disponibile in versione e-book con tanto di suoni ascoltabili mentre lo si legge, così da immergersi pienamente nel vero spirito del rock!
 
Raffaele De Simone

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La vetrina

 Party per non tornare

         

Carnevale di Venezia. La notte in cui nessuno è quello che sembra. Quindici voci. Tutti assassini. Tutte vittime.

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